Nel dossier della rottamazione-quinques allo studio in Commissione Finanze del Senato, si valuta l’introduzione di correttivi per indirizzare l’istituto vero chi seriamente intenzione di saldare il debito ma versa in comprovate difficoltà finanziarie ed economiche. A differenza delle precedenti sanatorie, infatti, vi sarà con tutta probabilità uno sbarramento per coloro che hanno aderito a precedenti rottamazioni senza tener fede agli impegni, lo scopo è quindi quello di escludere dalla platea dei beneficiari coloro che, opportunisticamente, aderiscono al solo fine di bloccare le procedure esecutive e/o ritardare la riscossione.
Inoltre, ci sarà maggiore tempo per pagare il debito pendente: secondo il Sole 24 ore (edizione del 15 agosto 2025) il rimborso potrà essere spalmato in 120 rate mensili (10 anni). Sub iudice sarebbe anche la possibilità di eliminare la causa di decadenza connessa al mancato pagamento di una rata, regola rigida che è stata applicata in tutte le precedenti rottamazioni susseguitesi e che di fatto ha trovato scarso rispetto: basti pensare che il 60 per cento di coloro che ha aderito alle definizioni agevolate è decaduto per omesso versamento delle rate trimestrali previste.
Un mancato gettito che il quotidiano citato quantifica in circa 48 miliardi di euro. Tale ipotesi decadenziale, peraltro, ha spesso indotto l’esecutivo a concedere talvolta proroghe e riammissioni per ripescare i debitori insolventi, da ultimo quella prevista con riferimento alla definizione agevolata ex legge 197/2022 (rottamazione-quater).
Immutato il beneficio concesso agli aderenti: la definizione darà diritto allo sgravio delle sanzioni amministrative, degli interessi e degli oneri di riscossione. L’ambito applicativo dovrebbe interessare le cartelle consegnate agli Agenti della Riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023.







