Il disegno di legge della Manovra 2026 sta per superare il giro di boa parlamentare, il 14 novembre è il termine ultimo per la presentazione degli emendamenti mentre entro martedì 18 dovranno essere esposti i correttivi segnalati dai gruppi parlamentari e valutati da maggioranza e opposizioni. Tra le novità più importanti da segnalare vi è la Rottamazione quinquies, la quinta edizione della definizione agevolata delle cartelle esattoriali. La misura, come in passato, consente di estinguere i debiti fiscali pagando esclusivamente la quota capitale, con l’eliminazione completa di sanzioni, interessi di mora e aggi di riscossione accumulati nel tempo.
Debiti oggetto della sanatoria
La Rottamazione quinquies copre tutti i carichi affidati all’Agente della Riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023, con un ampliamento rispetto alla precedente rottamazione “quater” che invece non ricomprendeva le cartelle consegnate all’agente oltre il 30 giugno 2022.
Chi può aderire
Possono accedere alla procedura di definizione agevolata sia i contribuenti privati che le imprese, purché siano “in regola” con gli obblighi dichiarativi. La sanatoria riguarda quindi le cartelle originate da comunicazioni di irregolarità inviate dal Fisco dopo controlli automatizzati e formali sulle dichiarazioni (cd. avvisi bonari).
Contrariamente alle prime ipotesi allo studio, non si riscontra alcuna preclusione per i “recidivi” che in passato avevano aderito ad altre rottamazioni dal 2016 in poi, senza riuscire a rispettare gli impegni di pagamento delle rate concordate.
Una situazione particolare riguarda chi sta rispettando regolarmente la rottamazione quater in corso ed è in regola con i pagamenti al 30 settembre 2025. Questi contribuenti non potranno includere nella quinquies i debiti già agevolati, ma solo eventuali nuovi debiti relativi a carichi affidati dal 1° luglio 2022 al 31 dicembre 2023, cartelle mai rottamate prima o vecchie cartelle da cui sono decaduti.
Debiti esclusi
Restano esclusi i carichi derivanti da accertamenti che hanno fatto emergere redditi o imposte non dichiarate già divenuti definitivi, i crediti per aiuti di Stato da recuperare, i debiti derivanti da condanne della Corte dei Conti e le sanzioni penali pecuniarie. Relativamente ai debiti contributivi, la legge ingloba le passività iscritte a ruolo contratte con l’Inps, ma non l’inclusione delle somme dovute agli enti previdenziali privati.Per le multe del Codice della Strada, l’agevolazione si applica esclusivamente sugli interessi e sulle somme aggiuntive di riscossione, mentre l’importo del verbale deve essere pagato per intero. Riguardo ai tributi locali come IMU, TARI e bolli auto non gestiti da Agenzia delle Entrate-Riscossione, la possibilità di definizione agevolata dipenderà dall’adozione di specifiche delibere da parte dei singoli enti locali.
Modalità di adesione
L’adesione avverrà esclusivamente per via telematica attraverso un modulo che l’Agenzia delle Entrate-Riscossione metterà a disposizione presumibilmente entro il 20 gennaio 2026. La domanda dovrà essere trasmessa entro il 30 aprile 2026. Dopo l’invio dell’istanza, l’Agenzia comunicherà entro il 30 giugno 2026 l’esito della richiesta con l’elenco delle cartelle accolte in definizione, l’importo totale da versare comprensivo solo di capitale e spese vive di notifica ed esecuzione, l’ammontare delle singole rate e il calendario dei pagamenti.
Opzioni di pagamento
Chi aderisce può scegliere tra il saldo integrale in unica soluzione entro il 31 luglio 2026, oppure la rateizzazione fino a un massimo di 9 anni in 54 rate bimestrali di uguale importo.
Sulle rate successive alla prima si applicano interessi di rateazione al tasso del 4% annuo a decorrere dal 1° agosto 2026.
Benefici
Dal momento della presentazione della domanda di definizione agevolata, si attiva automaticamente la sospensione delle attività di riscossione in corso. Anche le eventuali procedure già in corso vengono sospese finché il piano viene rispettato, così come i termini di prescrizione e decadenza. Particolarmente importante per le imprese è il fatto che dal momento dell’adesione il contribuente non è più considerato inadempiente sui debiti rottamati. Anche se il debito non è ancora materialmente estinto, l’inserimento in definizione agevolata consente di ottenere il DURC (Documento Unico di regolarità contributiva) regolare, condizione fondamentale per partecipare ad appalti o accedere a facilitazioni pubbliche. Inoltre, se è in corso una rateazione ordinaria sulle cartelle che si intendono rottamare, sarà possibile sospenderlo in attesa della definizione agevolata.
Le cause di decadenza
La Legge di Bilancio 2026 introduce condizioni di decadenza più severe rispetto al passato. Si decade dalla definizione agevolata in caso di mancato o insufficiente pagamento dell’unica rata al 31 luglio 2026, mancato pagamento di almeno due rate anche non consecutive del piano rateale, o mancato pagamento dell’ultima rata del piano. Saltare anche solo due pagamenti comporta la decadenza dall’accordo agevolato. In questo caso i benefici vengono persi retroattivamente: il debito non si considera più “rottamato” e l’Agenzia può riprendere le procedure di recupero dell’importo originario comprensivo di sanzioni e interessi, detraendo gli importi già versati. Il debito residuo non può più essere rateizzato e deve essere saldato in unica soluzione.
Le perplessità di Corte dei conti e banca d’Italia
Nelle more dell’iter parlamentare, non mancano le critiche e le perplessità. In primis Corte dei conti e Bankitalia hanno rimarcato la diminuzione di introiti per le casse dello stato di circa 1,5 miliardi di euro solo nel 2026. Da non sottovalutare inoltre la limitata efficacia evidenziata dall’Agenzia delle Entrate che, basandosi sui dati delle precedenti rottamazioni, parla di un gettito recuperato per solo la metà delle realmente dovute, vale a dire che un contribuente su due ha mantenuto fede agli impegni presi. Infine, piovono critiche anche sul mancato inserimento di una limitazione/esclusione all’accesso per i recidivi insolventi che sono decaduti dalle precedenti sanatorie.







