Manovra 2025, quando si applica la mini Ires al 20 per cento?

La mini Ires ai nastri di partenza: le condizioni da rispettare per accedere alla riduzione dell'aliquota per il 2025.

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Mini Ires 20 per cento, Legge di Bilancio 2025

La Legge di Bilancio 2025 approvata in Senato ieri, 28 dicembre 2024, conferma l’introduzione della cosiddetta “Ires premiale” per le società ed enti che reinvestono una certa quota degli utili conseguiti nel periodo d’imposta 2024. Il regime di vantaggio riconosce una riduzione dell’aliquota Ires dal 24% al 20% a determinate condizioni, ponendo le basi per la revisione organica dell’Ires che dovrebbe trovare pieno compimento in futuro con l’attuazione Legge delega di riforma (Legge n. 111/2023).

Si tratta di una misura transitoria con applicazione limitata all’annualità 2025 che, coerentemente con i principi ispiratori della riforma, mira a favorire il risparmio d’imposta a fronte dell’impiego dei profitti in beni strumentali tecnologici e in nuovo personale occupato.

Possono accedere alla misura i soggetti “Ires” che non si trovino in liquidazione ordinaria o concorsuale e che non determinino il reddito secondo gli speciali criteri forfetari. Gli enti non commerciali applicano la riduzione limitatamente alla quota di reddito derivante da attività commerciale.

Nello specifico, la disposizione accorda una riduzione dell’aliquota di quattro punti percentuali per il 2025 a patto che venga destinata a riserva una quota minima dell’80 per cento degli utili dell’esercizio chiuso al 31 dicembre 2024.

E’ altresì richiesto che almeno il 30 per cento dell’utile accantonato sia impiegato nell’acquisto, anche mediante contratti di locazione finanziaria, di beni strumentali nuovi agevolabili in chiave Transizione 4.0 (Allegati A e B L. 232/2016) e Transizione 5.0 (art. 38 D.L. 19/2024), insistenti su strutture produttive ubicate nel territorio italiano.

L’ammontare degli investimenti, in ogni caso:

  • non deve essere inferiore a 20.000 euro
  • non deve essere inferiore al 24% dell’utile dell’esercizio 2023.

Con riferimento alle tempistiche, la norma concede quasi un anno e mezzo, considerato che l’investimento potrà essere “realizzato” entro la scadenza del termine per la presentazione della dichiarazione del periodo d’imposta 2025, quindi entro il 31 ottobre 2026.

Vengono altresì previste ulteriori condizioni riferibili al contesto occupazionale dell’impresa:

  • il numero di unità lavorative per anno non deve diminuito rispetto alla media del triennio precedente 2022-2024;
  • siano effettuate nuove assunzioni di lavoratori dipendenti con contratto di lavoro a tempo indeterminato che costituiscano incremento occupazionale in misura pari almeno all’1 per cento del numero dei lavoratori dipendenti a tempo indeterminato mediamente occupati nel periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2024 e, comunque, in misura non inferiore a un lavoratore dipendente con contratto di lavoro a tempo indeterminato.
  • l’impresa non deve aver sfruttato lo strumento della cassa integrazione guadagni nell’esercizio in corso al 31 dicembre 2024 o in quello successivo, ad eccezione dell’integrazione salariale per le imprese in crisi.

Si decade dall’agevolazione, pena il recupero del differenziale d’ imposta omesso, nel caso in cui:

  • la quota di utile accantonata sia distribuita entro il secondo esercizio successivo a quello in corso al 31 dicembre 2024 (quindi entro il 31 dicembre 2026 per società con esercizio coincidente con l’anno “solare”);
  • i beni oggetto di investimento siano dismessi, ceduti a terzi, o destinati a finalità extra-imprenditoriali entro il quinto periodo d’imposta successivo a quello nel quale è stato realizzato l’investimento.

Un Decreto del Mef di futura adozione prevederà le disposizioni attuative dell’agevolazione.

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Alessandro Carlesimo
Ha svolto per oltre 10 anni la professione di dottore commercialista e revisore legale dei conti all’interno di primari studi primari tributari e successivamente mediante la propria firm, maturando una significativa esperienza nell’ambito della consulenza fiscale, contabile e societaria rivolta a società di medie e grandi dimensioni. Ricopre incarichi di amministratore, liquidatore, revisore e membro di collegi sindacali di società. E' autore di numerosi articoli pubblicati su riviste specializzate in materia fiscale con diffusione su scala nazionale. Dal 2023 coadiuva le attività di docenza del corso di Diritto Tributario progredito tenuto presso l' Università Maria Ss. Assunta (Lumsa) di Roma. E' inoltre il Responsabile del periodico online quotidianofiscale.it

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