Rottamazione quinquies anche per Imu e altri tributi locali

Un emendamento approvato in commissione Finanze del Senato al decreto fiscale n. 38/2026 estenderebbe la rottamazione quinquies ai tributi locali affidati all'Ade Riscossione.

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Cartelle Ade riscossione

Via libera alla rottamazione quinquies anche per le cartelle relative ai tributi locali. La novità arriva da un emendamento approvato in commissione Finanze del Senato nell’ambito dei lavori parlamentari di cui al decreto fiscale n. 38/2026. Si tratta di una estensione della rottamazione quinquies ai debiti verso i Comuni.  Come noto, infatti, l’ultima edizione della definizione agevolata varata con la Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 199/2025) era limitata a specifici tributi, in particolare:

  • Imposte non riscosse a seguito dei controlli automatici e formali effettuati dall’Agenzia delle Entrate sulle dichiarazioni annuali (artt. 36-bis e 36-ter DPR n. 600/1973; artt. 54-bis e 54-ter DPR n. 633/1972);
  • contributi previdenziali dovuti all’INPS, con esclusione di quelli richiesti a seguito di accertamento;
  • sanzioni amministrative del codice della strada irrogate dalle competenti amministrazioni dello Stato (Prefetture).

La misura in commento pone rimedio a questa limitazione consentendo di sanare non soltanto i debiti fiscali statali, ma anche quelli collegati agli enti territoriali, comprese alcune delle principali imposte comunali.

Secondo quanto previsto dal correttivo, potranno rientrare nell’ambito dei carichi “rottamabili” anche i debiti affidati all’Agenzia delle Entrate – Riscossione tra gennaio 2000 e dicembre 2023 relativi a Imu, Tari, tasse di soggiorno e altri tributi comunali, nonché alle multe stradali (sia pur con sgravio limitato aagli interessi e agli aggi dovuti).

Le tappe della rottamazione dei Comuni

L’adesione degli enti locali non sarà automatica ma rimessa alla discrezionalità degli enti locali interessati. Il testo prevede infatti che ogni Comune debba approvare una specifica delibera (da pubblicare entro il 30 giugno 2026) per aderire alla definizione agevolata. Solo dopo questo passaggio i contribuenti potranno presentare domanda. Secondo le prime indicazioni:

  • Ader metterà a disposizione dei debitori i dati relativi ai carichi a partire dal 15 settembre;
  • la domanda di adesione potrà essere presentata tra il 16 settembre e il 31 ottobre;
  • entro fine anno l’Agenzia comunicherà le somme dovute.

Piano di pagamento

Salvo modifiche degli ultimi giorni, il meccanismo ricalcherà quello delle precedenti definizioni agevolate: il contribuente potrà estinguere il debito versando il capitale dovuto senza sanzioni e interessi di mora. Per le multe stradali, invece, rimane dovuta la sanzione principale.

Il pagamento delle somme potrà avvenire:

  • in un’unica soluzione entro il 31 gennaio 2027;
  • oppure tramite un piano fino a 54 rate bimestrali, equivalenti a 9 anni.

Sulle rate sarà applicato un interesse del 3%.

Attesa per il testo definitivo

Resta ora da capire se il testo subirà ulteriori modifiche durante l’iter parlamentare. In particolare, l’attenzione è concentrata sui limiti applicativi della misura, sulle modalità di adesione degli enti locali e sull’effettiva platea dei debiti che potranno essere inclusi nella sanatoria. Il decreto fiscale sarà approvato definitivamente entro il 26 maggio 2026 e fino ad allora alcuni dettagli operativi potrebbero ancora cambiare.

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